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celle di carico
08
Ott 25

Scegliere una cella di carico sembra semplice: ti serve misurare un peso o una forza e vuoi un sensore affidabile. In realtà, la scelta corretta dipende da molti fattori: tipo di carico (trazione o compressione), precisione richiesta, ambiente (polvere, umidità, lavaggi), vibrazioni, sovraccarichi, modalità di montaggio e perfino tipo di elettronica di lettura.

Questa guida nasce per aiutarti a scegliere la cella di carico giusta senza errori costosi, evitando letture instabili, rotture premature o impianti che richiedono continue ricalibrazioni. Troverai una panoramica delle tipologie, i criteri tecnici fondamentali e una checklist finale pronta da usare.

1) Cos’è una cella di carico e come funziona (spiegato semplice)

Una cella di carico è un trasduttore di forza che converte una deformazione meccanica in un segnale elettrico. Nella maggior parte delle applicazioni industriali la tecnologia è estensimetrica: degli estensimetri (strain gauge) sono incollati sul corpo elastico e cambiano resistenza quando il metallo si deforma.

Questo piccolo cambiamento viene trasformato in segnale (tipicamente in mV/V) e poi gestito da un indicatore, un amplificatore o un sistema di acquisizione dati.

In pratica: la cella di carico non “misura il peso” direttamente, ma misura la forza che la massa esercita. In un sistema di pesatura, peso e forza sono legati dalla gravità.

2) Tipologie principali di celle di carico (e quando usarle)

Ecco le tipologie più diffuse, con vantaggi e casi d’uso.

2.1 Celle di carico a compressione

Sono progettate per misurare forze applicate in compressione.

Ideali per:

  • pesatura di serbatoi e sili
  • presse

  • collaudi in compressione

Pro:

  • robuste

  • gestiscono carichi elevati

Contro:

  • richiedono attenzione a centratura e vincoli meccanici

2.2 Celle di carico a trazione

Misurano forze applicate tirando (tensione).

Ideali per:

  • prove di trazione

  • dinamometri in linea

  • controllo tensione in processi (cavi, materiali)

Pro:

  • montaggio spesso semplice

  • ottime per test e collaudi

2.3 Celle di carico a taglio (shear beam)

Una delle più usate nei sistemi di pesatura.

Ideali per:

  • piattaforme di pesatura

  • bilance industriali

  • sistemi multi-cella (4 celle)

Pro:

  • buon rapporto costo/prestazioni

  • ottime per pesatura stabile

2.4 Celle single point (per piccole piattaforme)

Celle che permettono pesatura anche se il carico non è perfettamente centrale (entro certi limiti).

Ideali per:

  • bilance compatte

  • sistemi di confezionamento

  • controllo peso su macchine automatiche

2.5 Celle a flessione / bending beam

Simili alle shear beam ma più leggere, spesso per pesi medi o piccoli.

Ideali per:

  • piccole piattaforme

  • sistemi di dosaggio

  • applicazioni OEM

3) I 7 criteri fondamentali per scegliere una cella di carico

Qui sta la parte più importante: la scelta non si fa “a sentimento”, ma per criteri.

3.1 Range di misura (portata nominale)

Il range deve coprire:

  • carico massimo reale

  • carichi aggiuntivi (urti, accelerazioni)

  • carico strutturale (peso della struttura)

✅ Regola pratica: scegliere una portata con un margine ragionevole, evitando sia il sottodimensionamento sia l’oversizing eccessivo.

Errore comune: scegliere una cella “troppo grande” per sicurezza → spesso peggiora la sensibilità effettiva e la qualità della misura.

3.2 Sovraccarico e fattore di sicurezza

Molte applicazioni hanno picchi: urti, carico dinamico, vibrazioni, colpi durante il carico/scarico.

Verifica sempre:

  • sovraccarico ammesso

  • carico di rottura

  • protezioni meccaniche (se disponibili)

✅ In ambienti “stressanti”, è consigliabile prevedere sistemi che limitino i picchi (finecorsa, limitatori, supporti adeguati).


3.3 Precisione e ripetibilità

La precisione reale dipende da:

  • linearità

  • isteresi

  • ripetibilità

  • creep (deriva nel tempo sotto carico)

Se il tuo impianto richiede misure molto precise (ad esempio dosaggi), non basta una cella “buona”: servono anche

  • montaggio corretto

  • elettronica stabile

  • taratura ben fatta

3.4 Ambiente: IP, umidità, corrosione, lavaggi

Se la cella di carico è esposta a:

  • acqua

  • lavaggi

  • prodotti chimici

  • polveri

  • condensa

allora diventano cruciali:

  • materiale (inox vs acciaio)

  • grado di protezione (IP67/IP68)

  • qualità del cavo e delle guarnizioni

✅ Per food/cleaning, spesso si preferisce inox e protezioni elevate.

3.5 Temperatura e deriva termica

La temperatura cambia le condizioni di:

  • corpo elastico

  • estensimetri

  • elettronica

Esistono celle con compensazione termica, ma è fondamentale anche:

  • evitare fonti di calore diretto

  • stabilizzare il sistema prima di misurare

  • considerare l’escursione termica reale

3.6 Tipo di uscita e compatibilità elettronica (mV/V, amplificatori, PLC)

Molte celle estensimetriche escono in mV/V. Per portarle a un PLC o a un sistema digitale servono:

  • amplificatori

  • trasmettitori (es. 4–20 mA)

  • indicatori

  • interfacce USB / sistemi di acquisizione

✅ La scelta va fatta in coppia: sensore + elettronica.


3.7 Montaggio: meccanica e vincoli

Anche la cella migliore può dare risultati pessimi se:

  • il carico è disallineato

  • ci sono attriti o vincoli

  • la struttura flette in modo non previsto

✅ Un montaggio corretto “vale” spesso più di una cella costosa.

4) Esempi pratici: quale cella di carico scegliere (per casi reali)

Caso A: pesatura di un serbatoio industriale

  • celle a compressione o taglio

  • struttura con 3 o 4 punti di carico

  • attenzione a dilatazioni e tubazioni che “tirano”

Caso B: piattaforma di pesatura

  • shear beam o single point

  • scatola di giunzione per bilanciamento (in multi-cella)

  • protezioni contro urti laterali

Caso C: prova meccanica in laboratorio

  • celle a trazione/compressione

  • alta precisione + certificati di taratura

  • sistemi di acquisizione dati stabili

5) Checklist finale (pronta per scegliere la cella di carico)

✅ Applicazione: pesatura / forza / collaudo
✅ Carico massimo reale + margine
✅ Presenza picchi o urti
✅ Ambiente (umidità, lavaggi, chimici)
✅ Temperatura ed escursioni
✅ Precisione richiesta (non solo “di targa”)
✅ Montaggio: allineamento, vincoli, vibrazioni
✅ Elettronica: indicatori, PLC, acquisizione, uscite
✅ Taratura e manutenzione (frequenza)

FAQ

1) Meglio scegliere una cella di carico sovradimensionata?
Non sempre: può ridurre sensibilità e precisione operativa. Serve un dimensionamento corretto.

2) Qual è la differenza tra cella di carico e trasduttore di forza?
La cella di carico è un trasduttore di forza; quando si usa per pesare, si parla spesso di “cella di carico”.

3) Le vibrazioni influenzano la misura?
Sì, moltissimo: serve montaggio corretto e spesso filtraggio elettronico.

4) Quando serve una taratura?
Alla prima installazione e poi periodicamente, in base a qualità richiesta e condizioni d’uso.

La scelta della cella di carico non è solo una questione di “portata”, ma di progetto: meccanica + ambiente + elettronica + taratura.

Se imposti correttamente questi elementi, ottieni misure stabili e ripetibili, riduci fermi macchina e aumenti la qualità di processo.

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